Saggio narrativo · Ica, Perù
Cinquecento anni di radici nel deserto peruviano
C'è un vino nato nel deserto del Perù cinquecento anni fa, e quasi nessuno lo racconta.
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Nel 1540, tra le dune di Ica, a sud di Lima, qualcuno spinse in terra un tralcio di vite. Da quelle radici nacque la culla del pisco e la terra dove crescono ancora le vigne più antiche sopravvissute del Sud America.
Quelle viti non furono mai innestate. Quando la fillossera devastò i vigneti d'Europa, il deserto peruviano rimase in gran parte risparmiato: nella sabbia l'afide fatica a scavare. Le radici di Ica continuarono a scendere, sempre più in profondità, cercando l'acqua dove l'acqua non sembra esserci.
Il vino dimenticato è la storia di quelle radici. Un saggio che si legge come un racconto: rigore d'archivio, botanica e viaggio, con la meraviglia intatta.
Huacachina, Ica
Piantate nel deserto di Ica nel 1540, dove non dovrebbe crescere niente.
Prefillosseriche: cresciute sulle proprie radici, come in Europa non esistono più. La sabbia le ha protette dalla fillossera.
Nata qui e in nessun altro luogo al mondo, madre del pisco.
Gallerie d'acqua scavate dai Nazca duemila anni fa, che portano ancora l'acqua sotto la sabbia.
Il vino del deserto · Il piede franco · La Quebranta · La storia
A Ica arriva la vite: comincia la storia del vino del deserto.
Da Ica la vite risale le Ande fino a Cusco.
Ica è il maggior produttore di vino del Vicereame: è l'apogeo.
Il vino di Ica disseta le miniere d'argento di Potosí: è la seconda ricchezza coloniale.
Un terremoto rade al suolo le cantine. Dal vino si passa al pisco.
Il pisco è ormai il 90% di ciò che si beve nella regione.
Cacciati i Gesuiti, le grandi haciendas vanno all'asta e il sapere si disperde.
La fillossera divora i vigneti d'Europa. La sabbia di Ica salva i suoi: restano a piede franco.
Mentre altrove la vite muore, Ica resta un'arca: piede franco intatto.
Il Perù separa i suoi mondi: il vino a Ica, il pisco più a sud.
La Riforma Agraria smembra le grandi proprietà, e molte vigne si perdono.
Crisi economica e violenza politica: molti vigneti vengono abbandonati.
Tornata la stabilità, qualche produttore ci riprova.
I vini di Ica entrano nelle guide internazionali: la rinascita è avviata.
Il Perù istituisce il Giorno Nazionale del Vino Peruviano: ogni 11 giugno.
Ica è un archivio vivente: cinque secoli, radici ancora originali nel deserto.
“ La sabbia di Ica non assomiglia a nessun'altra sabbia. Una sabbia che non perdona e che non dimentica, e che per questo, paradossalmente, conserva. Dal prologo
Una prova alla cieca
Dal deserto sono tornato con una bottiglia nella valigia: un Sauvignon Blanc di Ica. L'ho fatto assaggiare alla cieca accanto a un Sauvignon francese e a uno italiano. Nessuno ha creduto che fosse peruviano. Qualcosa, di quel viaggio, non entrava in valigia. Per questo l'ho scritto.
Scritto a quattro mani da Matteo Enna, sardo e professionista del vino, e da sua moglie Edith, peruviana. Con le testimonianze di due professioniste del vino peruviano, Lucero Villagarcía e Rosa Lyn Joy Way. Ne ha parlato la stampa peruviana su Entérate Magazine.
«La mia esperienza sta tutta nelle bottiglie che ho aperto.»
Quasi 400 vini, 14 paesi, 290 cantine, una bottiglia alla volta, su MyWineRepository. Del Perù ne ha bevuti 10, da 3 cantine di Ica, tra cui la storica Tacama. Ma nessun terroir gli aveva mai raccontato una storia come quella sabbia grigia.
È un saggio, ma si legge come un racconto.
Sì: archivi, botanica e viaggio. Rigore, ma raccontato.
No: se ti incuriosiscono le belle storie, basta.
Poco. È breve, si legge in poche sere.
Sì, lo leggi gratis se sei abbonato.
Per chi ama il vino, i viaggi, la storia. E le storie che nessuno racconta.
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