Nel deserto di Ica, in Perù, crescono le vigne più antiche sopravvissute del Sud America. Cinque secoli di storia del vino, che in Perù si conoscono e nel resto del mondo quasi nessuno racconta.
L'arrivo della vite
Quando gli spagnoli portarono la vite nelle Americhe, a metà del Cinquecento, cercarono per anni un luogo dove attecchisse davvero. Lo trovarono nel deserto di Ica: sabbia, sole e l'acqua nascosta dei puquios. In pochi decenni Ica divenne il cuore vinicolo del continente, la regione da cui la vite si diffuse verso sud.
L'apogeo
Nel Seicento Ica era il maggior produttore di vino del Vicereame del Perù, con i vigneti più estesi delle Americhe. Il suo vino dissetava perfino le miniere d'argento di Potosí: era la seconda ricchezza coloniale, subito dopo l'argento.
La svolta del pisco
Nel 1687 un terremoto rase al suolo le cantine e le giare di terracotta usate per conservare il vino. La produzione si riorientò verso il pisco, più trasportabile. Il vino cominciò a ritirarsi, e il distillato prese il suo posto nell'immaginario del Paese.
La grande fortuna
Poi arrivò la fillossera, che nell'Ottocento distrusse i vigneti d'Europa. Ica ne uscì molto meglio: la sabbia rese difficile la diffusione del parassita, e molte sue viti restarono a piede franco. Mentre altrove la vite moriva e doveva essere innestata, Ica diventava un'arca, con radici originali tra le poche a sopravvivere al mondo.
«Nessun altro posto al mondo può dire: queste viti scendono con le radici proprie nel suolo da cinquecento anni.»
Declino e ritorno
Il Novecento fu duro: la Riforma Agraria del 1969, la crisi economica, la violenza politica smembrarono le grandi proprietà e molte vigne si persero. Ma dagli anni Duemila il vino di Ica è tornato: nuove cantine, guide internazionali, e nel 2026 il Perù ha istituito il Giorno Nazionale del Vino Peruviano, celebrato ogni 11 giugno.
Un archivio vivente
Oggi Ica è questo: cinque secoli di viticoltura, radici ancora originali affondate nel deserto, e una storia rimasta invisibile fuori dal Perù. È la storia che ho ricostruito in un libro, tra ricerca d'archivio e viaggio sul campo.