A novanta chilometri dall'Oceano Pacifico, il deserto di Ica occupa una delle strisce di terra più aride del mondo. Eppure qui, da quasi cinquecento anni, cresce del vino. E non un vino qualsiasi: le vigne più antiche sopravvissute del Sud America.
Un deserto per colpa di due giganti
La Corriente de Humboldt risale fredda lungo la costa e raffredda l'aria; la cordigliera delle Ande blocca le nubi prima che diventino pioggia. Il risultato è un'aridità quasi totale, pochi millimetri di pioggia l'anno, e una luce di mezzogiorno così piatta da sembrare artificiale. Sulla carta, l'ultimo posto della Terra dove piantare una vite.
L'acqua che non si vede
E allora l'acqua da dove arriva? In parte dal Rio Ica, che scende dalle Ande e si perde nella sabbia come un pensiero. Ma soprattutto dai puquios: gallerie sotterranee scavate a mano dai Nazca duemila anni fa, che intercettano l'acqua nel sottosuolo e la portano dove serve. Funzionano ancora oggi. È ingegneria idraulica precolombiana, ed è la ragione per cui un deserto è diventato fertile.
Radici che scavano
La vite ha fatto il resto. Nella sabbia sciolta le radici scendono senza ostacoli, venti, trenta metri, a cercare l'acqua dove l'acqua non sembra esserci. Sono tra le radici più profonde del mondo viticolo: la memoria viva, letteralmente, di un continente.
Il deserto amico
Quello che sembra un nemico è un alleato. La sabbia protegge: la fillossera, l'epidemia che altrove ha ucciso quasi ogni vite, qui fatica a muoversi, e molte viti sono rimaste a piede franco. L'enorme escursione termica fra il giorno rovente e la notte fredda concentra gli aromi. E l'aridità tiene lontane le malattie. Il deserto non uccide la vite: la costringe a diventare più forte, più profonda, più longeva.
Un vino che non dovrebbe esistere
Il risultato è un vino nato dove non dovrebbe crescere niente, con un carattere che nessun altro terroir sa dare. In Perù questa storia si conosce; nel resto del mondo, quasi nessuno la racconta. È la storia che ho ricostruito in un libro, tra archivio e viaggio sul campo.